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nordicwalkinsile - Vedelago 21 maggio 2017
Camminata di 10 e 17 Km tra beni naturalistici, paesaggistici e storico-culturali

Mappa e descrizione del Percorso


La camminata prende il via dagli impianti sportivi di Albaredo dirigendo subito verso est. Dopo poche centinaia di metri vira a sud tra campi coltivati fino ad incrociare la strada provinciale che supereremo. Da qui ci si immette su un sentiero alberato fiancheggiato da canali di irrigazione (la presenza di acqua sarà la costante di questa camminata) fino a raggiungere l’abitato di “case Seccafien”. Raggiunto un suggestivo capitello, il sentiero torna in aperta campagna, dove il canale che fino ad ora ci ha accompagnati si immette nel Gronda. Il Gronda è un largo canale che raccoglie le acque di derivazione dei campi; è ricco di pesci e popolato, soprattutto nei punti più tranquilli, da anatre, gallinelle d’acqua, garzette e varia fauna acquatica.


Costeggiando il canale, al primo dei tre ponti sequenziali, il percorso si divide (siamo a 3 km dalla partenza): che ha deciso di seguire il percorso di 10 km attraversa il ponte e procede verso sud, mentre che segue quello di 17 km dirige verso est.

PERCORSO 10 Km
Il percorso più breve (10 km) si inoltra dapprima tra campi coltivati e poi all’interno di un grande pioppeto in un ambiente particolarmente suggestivo. Tocca e costeggia per un lungo tratto un ramo secondario del Sile dove l’acqua è limpidissima. Superato il tratto lungo il quale incrocia un ponte che lo scavalca, vi è il punto ristoro acqua proprio all’altezza della ricongiunzione con il percorso di 17 km .

PERCORSO 17 Km
Il percorso più lungo (17 Km) segue l’argine del Gronda, passando dalla sponda nord a quella sud fino ad abbandonarlo in prossimità di un nuovo ponte, proprio all’inizio dello scenografico lungo viale (un tempo totalmente alberato), che in direzione nord porta a Villa Corner della Regina *. Attraversata la provinciale si accede in villa attraverso la barchessa dove all’ombra degli alberi secolari del parco, trova posto il primo ristoro (abbiamo percorso 8 km dalla partenza).
La villa, costruita nel 1500, cambiò la struttura per opera di Francesco Maria Preti (1701-1774) che ideò l'attuale forma palladiana neoclassica. Ebbe alterne fortune e proprietà; attualmente é utilizzata come polo per ricevimenti e matrimoni e allo stesso tempo come luogo di villeggiatura estiva della famiglia Conte-Curtis.
Usciti dal lato nord della villa e seguendone il suo perimetro, puntiamo a sud dove, dopo aver riattraversato la provinciale, usciamo dall’abitato di Cavasagra. Passiamo un ultima volta il Gronda (che di li a pochi km confluisce nel Sile, a Morgano) per tornare in piena campagna. In prossimità di alcuni alti alberi chiamati “le Tuje”, svoltando ad angolo di 90 gradi verso ovest, ci si immette su un sentiero campestre che porta ad un bel fontanazzo. Questi, situato cosi com’è in mezzo al coltivo, suscita l’immagine di un’oasi nel deserto. Qui si possono osservare le “polle”, quel fenomeno creato dalla fuoriuscita dell’acqua dal terreno a formare vere e proprie bolle che sollevano la sabbietta depositata sul fondo. Continuando a costeggiare il bosco, si arriva all’attraversamento di via Munaron dopo la quale, percorrendo una stradina, punteremo alla sorgente principale del Sile. In prossimità di un ponte che scavalca un ramo secondario del Sile, vi è il ricongiungimento con il percorso dei 10 km al punto di ristoro acqua.

Poco più avanti imbocchiamo una strada bianca che, passata una cascina, costeggia una casa colonica ancora parzialmente abitata. Si tratta di un grande edificio che ospitava numerose famiglie dedite al lavoro dei campi. All’interno vi era spazio per il deposito stagionale del raccolto e per l’allevamento di animali da cortile; ciò permetteva una sorta di autosufficienza ed autonomia. Più avanti il nostro percorso incrocia e costeggia lo Zero, fiume che pur nascendo in queste zone, viene considerato una sorta di fratello meno fortunato del Sile in quanto maltrattato dall’azione dell’uomo. Poco oltre si possono osservare interessanti sistemi di coltivazione detti “campi chiusi” di antica origine. Si arriva cosi al viale di ingresso delle Sorgenti del Sile dove produttori locali di miele e formaggi predispongono assaggi per tutti. Siamo ora giunti nel cuore della nostra camminata. Il percorso entra nell’ambiente boscoso curato dall’Ente Parco, e prevede passaggi su passerelle in legno dalle quali si possono osservare le numerose affiorazioni che, attraverso le polle, alimentano le diverse pozze che spingono l’acqua verso il ramo principale del Sile. Usciti dal bosco il percorso rende omaggio ad una spettacolare quercia secolare; prosegue poi su una passerella con punti di osservazione per la fauna ed infine attraversa un prato umido: altro ambiente caratteristico del parco. Infine attraversato un piccolo bosco, raggiungiamo la Porta dell’acqua dove è allestito il secondo ristoro. Chi segue il tragitto dei 18 km, in questo punto ne ha percorsi 13 mentre chi ha seguito i 12 km ne ha percorsi 7. 
Ora la strada bianca attraversa un grazioso rustico privato ed un allevamento dismesso, quindi costeggia una particolare villa di recente fattura costruita in pietra. Attraversando campi e coltivazioni arriviamo ad un ombreggiato punto di ristoro leggero con frutta fresca; quindi dirigiamo a nord verso Albaredo. Costeggiando un canale sovente utilizzato come campo gara per la pesca, ci inoltriamo nell’abitato tra stradine e capitelli per sopravanzare Villa Grimani Morosini Gatterburg* (XVII sec.) prima di passare sul sagrato della settecentesca Chiesa Parrocchiale. L’ultimo attraversamento riconduce agli impianti sportivi da dove siamo partiti. 

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* Villa Grimani Morosini Gatterburg
Albaredo, fra le sorgenti del fiume Sile e l’incrocio delle strade Postumia e Aurelia, è un luogo ricco di storia che costituiva comune assieme a Casacorba, Campigo e San Marco.
La dinastia Grimani Morosini Gatterburg terminò nel 1884 con la morte di Loredana e la loro proprietà di Albaredo fu divisa in due: la fattoria dei Grimani andò ai Marcello, poi ai Marcon e la villa con la barchessa andò ai Tassoni, quindi ai Pozzobon e nel 1984 fu acquistata dagli attuali proprietari Zorzato–Pozzobon che iniziarono la ricerca storica, lo studio e il restauro della dimora. La villa, risalente al XVII secolo, è stata costruita in parte su strutture preesistenti e conserva al suo interno le “quattro stagioni” (o età della vita) di A. Thorvaldsen, scultore neoclassico danese, che insieme ad A. Canova rappresenta l’apice della scultura europea del periodo.
Durante la guerra del 1915-1918 la Villa divenne magazzino di guerra e nell'annessa fattoria Grimani venne allestito un ospedale mlitare, in quanto nella vicina Villa Corner esisteva il comnando militare.
* Villa Cornèr della Regina
La storia
1500 - 1700
I Cornér, nobile famiglia veneziana, nel XVI secolo, a seguito dello spostamento dei traffici commerciali sull'Atlantico, abbandonarono il commercio a favore di una vita di tranquillità, godendo dei frutti fino a quel momento raccolti.
Vi sono documenti che riportano che già nel 1576 il vescovo di Treviso Giorgio Cornér, durante le visite pastorali, trascorreva circa un mese in una "casa di campagna" a Cavasagra.
In un inventario redatto nel 1638, Villa Cornér della Regina era descritta come "casa tripartita alla veneziana", costituita da un piano terra, un piano nobile con salone centrale affiancato da quattro stanze.
Della struttura cinquecentesca, attualmente, rimane in parte visibile solo la facciata retrostante della villa, mentre la planimetria è rimasta immutata negli anni.
1700 - 1900
Nella prina decade del 1700 Gerolamo III commissionò allo scultore Orazio Marinali l'abbellimento del giardino della Villa attraverso un notevole complesso statuario in grado di riflettere un'idea di glorificazione familiare.
Nel XVIII secolo il vescovo di Castelfranco Veneto Giovanni Cornér affidò agli architetti Giovanni Miazzi, Francesco Muttoni e da ultimo Francesco Maria Preti la trasformazione di Villa Cornér della Regina ad un Palazzo di Campagna. L'impronta palladiana data dall'imponente pronao della Villa, si deve proprio all'intervento di rinnovamento voluto dal Vescovo. Nello steso periodo vennero realizzate anche le Barchesse e le limonere, donando alla Villa l'aspetto che ancor'oggi si può apprezzare. Intorno al 1810 la Villa passò in eredità alla famiglia Persico i quali diedero il loro contributo all'abbellimento della struttura attraverso delle pitture a fresco ad opera di Angelo Sala. In questa occasione si è compiuta una rivisitazione in chiave ottocentesca di tutto il salone e delle vetrate a piombo.
1900 - 2000
Negli ultimi due secoli, Villa Cornér della Regina ha avuto numerosi proprietari, passando dai Persico, ai Frova, ai Donà delle Rose.
Durante la Prima Guerra Mondiale è stata sede del comando del generale Enrico Caviglia, comandante dell'ottava e decima armata. Una curiosità legata a quegli anni è l'utilizzo degli alberi dei viali a sud e a nord della Villa: in tempo di guerra i pioppi vennero abbattuti su ordine del generale Caviglia per erigere fortificazioni e trincee sul fronte del Piave e del Monte Grappa.
Nel 1968 Sir Stufford Sands, ex Governatore delle Bahamas, acquistò Villa Cornér della Regina, la restaurò e fece costruire la piscina con idromassaggio e i campi da tennis. Verso la fine del 1900, la Villa fu trasformata in Country Hotel dai conti Donà delle Rose.
Oggi...
Dal 1994 al 2002, Villa Cornér della Regina è rimasta chiusa provocando un lento degrado di tutta la struttura.
Nel Febbraio del 2002 la Villa è stata acquistata da una società trevigiana e sono ricominciati i lavori di restauro con l'intento di riportarla agli antichi splendori. Nei primi decenni del novecento tutte le decorazioni interne erano state ricoperte da sovrapitture, ma grazie a quest'ultimo restauro sono stati recuperati gli antichi marmorini e la luminosità dei colori ottocenteschi. Lo stesso restauro ha riportato a nuovo la zona della piscina e l'intero parco secolare. A oggi Villa Cornér della Regina offre la sua cornice per matrimoni ed eventi culturali e privati. Con la fine dei lavori di restauro anche delle varie suite, a Maggio 2012, la Villa riapre come Hotel
 
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