• robertafranceschini

Le lenticchie, piccoli scrigni di salute

Quanti di voi hanno mangiato le lenticchie al cenone del 31 dicembre perché secondo la tradizione sono di buon auspicio per un nuovo anno ricco, felice e, aggiungerei io, in salute?

Secondo me siamo tanti, spinti più dalla scaramanzia che dalla consapevolezza della ricchezza di questo piatto!


Infatti questi piccoli legumi, che per la loro forma appiattita e tondeggiante, simile ai soldi, rappresentano il piatto della fortuna per eccellenza, sono dei veri tesori di nutrienti: hanno un elevato contenuto di proteine (20-25%), simile a quello della carne, di fibra, di minerali - in particolare ferro, fosforo, potassio, magnesio, calcio, zinco, magnesio e rame - e di vitamine del gruppo B (acido folico, biotina, acido pantotenico e pirossidina).


Avrete sicuramente letto che le loro proteine sono più povere di quelle animali contenute in carne, uovo, pesce e latte, ed è vero in quanto mancano di aminoacidi essenziali. Ciò significa che non possono essere sintetizzati dall'uomo ma devono essere integrati dall'esterno, ma a questo si può sopperire consumando le lenticchie con i cereali come frumento, orzo, farro, avena nello stesso pasto o anche in pasti diversi. Il vantaggio è che queste proteine sono però meno acidificanti di quelle animali, cioè le scorie che vengono prodotte dalla loro digestione vengono eliminate più facilmente attraverso la respirazione senza impegnare troppo fegato e reni e richiedere troppi sali minerali (per essere tamponate) da denti, ossa, capelli e unghie, che sono le riserve naturali del nostro corpo.


Proteine e sali minerali sono il pallino degli sportivi per i quali le lenticchie rappresentano un ottimo alimento; infatti un bel piatto di zuppa accompagnato da un buon cereale invernale come il grano saraceno o da una generosa fetta di pane di segale lievitata con la pasta madre costituisce un'integrazione perfetta dopo lo sforzo fisico, in particolare serale: acqua, proteine, fibre, carboidrati complessi e minerali ad alta digeribilità!


Un'unica avvertenza: se non siete dei consumatori abituali, la parola d'ordine è gradualità per non incorrere in spiacevoli fastidi intestinali, magari avendo cura di iniziare da quelle decorticate una/due volte alla settimana per poi passare a quelle piccole scure o grandi giallo-verdi sempre con la stessa frequenza e infine arrivare a tre volte (fatele bollire con abbondante alloro o altre erbe aromatiche per facilitare l'eliminazione dei gas).


Vi lascio con la solita ricettina della mia cara amica Linda Busato (andate a visitare la sua pagina facebook "Pentola felice").



Polpettone di lenticchie


Ingredienti per 8 persone

  • 400 g di lenticchie nere o verdi-gialle

  • 80 g circa di pane grattugiato o 50 g di amido di riso (versione senza glutine)

  • 2 carote

  • 1 cipolla bianca

  • 4 foglie di alloro

  • 2 rametti di timo

  • 1 ciuffo di prezzemolo

  • sale e pepe q.b.


Tritate le carote e la cipolla e fatele stufare in padella con un cucchiaino d’olio e un cucchiaio di acqua.

Sciacquate le lenticchie e cuocetele in abbondante acqua con le foglie di alloro e il timo per 20-25 minuti, quindi scolatele bene e unitele alle verdure stufate e regolate di sale. Passate tutto al mixer, tritando in modo piuttosto grossolano, unendo anche il prezzemolo e il pane grattugiato.

Travasate il composto dentro ad un canovaccio di cotone asciutto, spruzzate con olio, formate un rotolo, cospargete di pane grattugiato o amido e chiudetelo con gli spaghi alle due estremità; cuocetelo a vapore (o bagnomaria) per 20 minuti circa. Togliete il polpettone dal canovaccio e aspettate che intiepidisca per tagliarlo a fette. Servitelo con un filo d’olio, accompagnato da verdura fresca, con una salsa o con maionese di soia.




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